
A che cosa serve il timolo nella difesa delle colture?
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Il timolo, il monoterpene fenolico che è la principale sostanza attiva dell'olio di timo, è usato nella difesa delle colture come prodotto di copertura con ampia attività antifungina e antimicrobica. Si inserisce nelle membrane microbiche, aumentandone la permeabilità e causando la fuoriuscita del contenuto cellulare, un effetto fisico che rende la resistenza relativamente difficile. Ha anche una certa attività in fase vapore. Non è sistemico e non cura le infezioni già insediate.

Che cos'è il timolo?
Il timolo è un monoterpene fenolico e la principale sostanza attiva dell'olio di timo (Thymus vulgaris), dove si trova insieme al suo isomero carvacrolo. È uno degli antimicrobici botanici più studiati ed è impiegato nella conservazione degli alimenti, in medicina veterinaria (in particolare in apicoltura contro la Varroa) e nella difesa delle colture.
Come agisce il timolo?
Il gruppo idrossilico fenolico del timolo gli consente di inserirsi nelle membrane microbiche e di destabilizzarle, aumentandone la permeabilità e causando la fuoriuscita del contenuto cellulare e la perdita della forza proton-motrice. Poiché si tratta di un effetto fisico sulla membrana e non dell'inibizione di un singolo enzima, l'attività è ampia e la via verso la resistenza è relativamente difficile: un vantaggio reale rispetto ai fungicidi a sito singolo.
Ha anche una certa attività in fase vapore, che lo distingue dal geraniolo e può essere utile in ambienti chiusi.
Che cosa non fa il timolo?
È un prodotto di copertura e di intervento precoce, non un curativo per infezioni già insediate con un consistente sviluppo miceliale all'interno dei tessuti vegetali. Non è sistemico. La persistenza è breve, quindi la tempistica del programma è importante. Inoltre, a concentrazioni più elevate il timolo è fitotossico per le colture sensibili, perciò conviene attenersi rigorosamente alle dosi ed eseguire una prova in barattolo sulle nuove miscele estemporanee.
Il timolo è sicuro?
Bassa tossicità per i mammiferi e una lunga storia di impiego alimentare. Il timolo concentrato è irritante per la pelle e le mucose, quindi l'operatore deve proteggersi. Tossico per i pesci a basse concentrazioni: tenere lontano dai corsi d'acqua. I composti fenolici comportano nei gatti la stessa cautela metabolica degli altri terpenoidi, quindi le aree trattate devono essere asciutte prima dell'accesso degli animali.
Quali prodotti si basano sul timolo?
Spore Control (olio di timo 1%; il timolo è il suo principale componente attivo), mirato contro antracnosi, moria delle piantine, peronospora e oidio, muffa grigia, phytophthora e avvizzimento.
Punti chiave
- Il timolo è presente nell'olio di timo (Thymus vulgaris) insieme al suo isomero carvacrolo.
- È impiegato nella conservazione degli alimenti, in apicoltura contro la Varroa e nella difesa delle colture.
- Agisce come prodotto di copertura e di intervento precoce, e la sua persistenza è breve, quindi la tempistica è importante.
- A concentrazioni più elevate è fitotossico per le colture sensibili, quindi contano il rispetto rigoroso delle dosi e le prove in barattolo.
- È tossico per i pesci a basse concentrazioni e deve essere tenuto lontano dai corsi d'acqua.
Bibliografia
Domande frequenti
Il timolo è sicuro per i cani?
Il timolo ha una bassa tossicità per i mammiferi e una lunga storia di impiego alimentare. Il timolo concentrato irrita la pelle e le mucose, e le aree trattate devono essere asciutte prima che gli animali vi abbiano accesso.
Il timolo è sicuro per i gatti?
Il timolo richiede cautela in presenza di gatti: in quanto composto fenolico, comporta nei gatti la stessa cautela metabolica degli altri terpenoidi. Le aree trattate devono essere asciutte prima che un gatto vi abbia accesso e il concentrato deve essere tenuto lontano dagli animali.
Il timolo può curare un'infezione già insediata nella pianta?
No. È un materiale protettivo e di intervento precoce, non un rimedio curativo per un'infezione con uno sviluppo miceliare consistente all'interno dei tessuti vegetali. Non è sistemico e ha una persistenza breve, quindi i tempi del programma sono importanti.

